Cuore
del centro storico di Roccagorga, essa è stata nel tempo teatro di
vicende ed accadimenti di grande rilevanza per la storia del paese.
Costruita in età barocca, nel periodo di massima fioritura urbanistica rocchigiana, tale piazza è indice di grande rinnovamento e cambiamento. Roccagorga, infatti, nella seconda metà del 1600 conosce un momento di
sensibile crescita economica e di sviluppo architettonico.
Gli autori del
"new deal" sono senz'altro i Signori del feudo rocchigiano di
quegli anni, i Ginetti di Velletri. La
Piazza va a completare l'idea ideale tra le due costruzioni di riferimento
del potere del tempo: la Chiesa,potere religioso, il Palazzo Baronale,
potere politico.
I due edifici si trovano alle due estremità della piazza
che si configura, quindi, come una sorta di "conca" di forma
ovale. La prima pavimentazione della bella piazza risale al 1628, proprio
nel periodo ginettiano, ma la selciatura definitiva, con la presenza di
sampietrini bianchi e neri disposti in ordine alterno così da formare
diverse forme geometriche, è datata 1859.
Al centro della stessa, nel
1798, viene piantato un Albero, simbolo della neonata Repubblica Romana,
di stampo napoleonico. Nel corso del tempo, tuttavia, l'albero, seppur
maestoso , viene sostituito dal palo di ghisa che ancora oggi può essere
scorso dai visitatori. La Piazza di Roccagorga ha, infatti, fornito nei
secoli teatri suggestivi e quanto mai drammatici ai vari accadimenti
storici del paese.
Ne è esempio l'Eccidio del VI Gennaio del 1913. Al
momento di questo tragico accadimento la Piazza era denominata Piazza
Italia e ancor prima, in onore del re d'Italia, Piazza Vittorio Emanuele. In questo giorno d'inverno del 1913 i contadini di Roccagorga si riversano
numerosi in questa piazza e manifestano contro il potere costituito,
rappresentato dalla figura del Sindaco Fiduciario, persona di
"fiducia" dei Signori del Feudo, i principi Doria Pamphilli.
La
manifestazione si trasforma presto in eccidio, sette rocchigiani, uomini e
donne, periscono sotto i colpi dei soldati chiamati ad uopo per reprimere
la rivolta. Gli effetti sortiti da tale avvenimento hanno segnato
profondamente la memoria dei rocchigiani ed è per tanto sgomento che la
Piazza, da sempre luogo di incontro per tutti, è divenuta Piazza VI
Gennaio.
Con la sua forma ovale, è delimitata a sud dalla mole del palazzo baronale e a nord, nella parte più alta dalla chiesa
collegiata dei Santi Leonardo ed Erasmo.
Il
Palazzo Baronale
Le origine affondano nell' incastellamento Laziale del X - XIII secolo si struttura come fortilizio dal duecento, assume i caratteri di palazzo signorile dal seicento.
La chiesa collegiata dei Santi Leonardo ed Erasmo
Venne terminata tra il 1700 e il 1703.
La facciata, che si eleva alta e solenne a dominare il paese, è suddivisa in riquadri da un bassissimo bugnato e da semplici e piatte cornici. L'interno è ricco di eleganti stucchi e di luce, a tre navate ben proporzionate con tre cappelle per parte.
Il Mascherone
Ogni comunità si riconosce anche attraverso i luoghi di
memoria collettiva, quei luoghi cioè dove testimonianze materiali fanno
venire alla mente storie recenti o passate e il cui nome si lega ad
esse.
A volte coincidono con importanti monumenti storici ma,il
più delle volte sono la semplice testimonianza di sé e di ciò che per la
comunità rappresentano. A Roccagorga la memoria collettiva si fissa su
molti punti della città e del territorio;nomi di località,angoli urbani,
montagne, strettoie, fontane e quanto altro, per trovare i quali non
servono indirizzo o numero civico.
Tra i luoghi di memoria collettiva troviamo “Il
Mascherone" situato nel centro urbano del paese,proprio sotto al
monumento dei caduti di tutte le guerre. Il “Mascherone” è una fontana
di pietra calcarea e travertino che dà sulla piazza e che prende il nome
proprio dalla scultura di uscita dell’acqua;il “Mascherone” in origine,
era circondato da una ringhiera in ferro battuto che ,con gli anni è
andata distrutta.
Il
Monumento
Il “monumento ai caduti di tutte le guerre” è stato uno
dei primi ad essere costruito dopo la prima guerra mondiale, è situato
all’interno di un bellissimo giardino di forma ovale delimitato dalle
vie Biagio Dori e Pio Nardacci.
Questo monumento è stato innalzato in memoria di tutte i
caduti sia nella prima che nella seconda guerra mondiale affinché
restino sempre nei ricordi di quella Roccagorga per cui hanno
combattuto.Il “Monumento ai caduti di tutte le guerre” è stato
restaurato dal comune ed inaugurato il 16 novembre 2003; vennero
ricostruite ed aggiornate le lapidi, il monumento venne illuminato con
luci radenti e restituito alla sua importante funzione testimoniale.
Inoltre in quell’ anno fu sistemato anche il giardino
intorno al monumento, infatti è stata data una bella tagliata a tutti i
cespugli che lo circondavano facendolo diventare quasi un prato inglese,
lasciando solo due alberi, uno a destra e uno a sinistra del monumento,
e mettendo tre panchine nella parte superiore dalle quali si può
ammirare la bellezza del monumento nella sua completezza.
Il monumento è fatto in marmo e travertino, in stile
neoclassico, e le lastre su di esso affisse, dove sono incisi i nomi dei
caduti in neretto, sono in marmo bianco di Carrara. Sotto il monumento
ci sono affisse delle targhe dove sono incise sul marmo parole in loro
onore.
La
Rifolta
La
rifolta fu costruita nella metà del 600 dalla famiglia Ginetti di
Velletri. Era un immenso vascone ellittico che racchiudeva una superficie
di circa 600 mq, costruito come serbatoio idrico per assicurare l'acqua
alla popolazione ma ancora di più per dare "motore" ai molini
baronali attraverso l'acqua reflua.
Conteneva
due fontane, una superiore sul sagrato e l'altra inferiore di prospetto
alla Piazza, funzionanti a cascata in linea con l'asse generatore dell'
impianto urbanistico. il riflesso nell'acqua dell'intorno architettonico,
la imponente plasticità e la sua forma ellittica coronata da semicerchi
rovesci degradanti verso la Piazza ne facevano uno più suggestivi e
scenografici complessi architettonico - urbanistici del Lazio.
Nel
2000 questo spazio è stato trasformato in teatro all'aperto, ricollocando
sul sagrato la fontana isolata che, nell'800 era stata posizionata al
centro dell'ellisse utilizzando elementi di quella seicentesca superiore,
inserendovi due scenografiche scalinate per collegarlo con il sovrastante
Sagrato. E' stato ricostruito il coronamento delle mura ellittiche a
semicerchi rovesci di identica forma e dimensioni di quello seicentesco e
una fontana nella parete di fondo di forma semicircolare con scultura in
stile naturalistico, realizzata dallo scultore G. Fois. Questa fontana
rappresenta la sorgente di S. Erasmo dalla quale derivava già dalla prima
metà del 600 l'acqua.
Oggi
la Rifolta è perfettamente integrata con la Piazza ed è luogo di
avvenimenti culturali ma anche di memoria collettiva, essendovi collocata
una lapide commemorativa dell'eccidio che avvenne a Roccagorga il 6
Gennaio del 1913 quando persero la vita 7 cittadini sotto il
fuoco dei tutori dell'ordine.
(Fonte:
Roccagorga città d'arte - Metropoli' s Novecento)